QUEI GENITORI CAPACI DI GESTI FORTI

08/09/2017

Certamente, nel panorama italiano, quanto è avvenuto ad Eraclea Mare (in provincia di Venezia) rimbalza di giornale in giornale e di bocca in bocca. Due genitori hanno avuto il coraggio di denunciare il figlio diciottenne, risultato positivo alla droga e all’alcool, che alla guida della sua auto ha investito e ucciso un ciclista slovacco senza nemmeno soccorrerlo.
Il gesto è sicuramente doloroso, forte ed eccezionale. Devo però dirvi che altri genitori hanno avuto questo coraggio. E lo dico perché alcuni casi li ho conosciuti personalmente.
Il nostro contesto sociale non agevola certamente scelte come queste. Anzi, qualche disgustoso commento l’ho sentito, ricco di aggettivi da marciapiede: “Gli italiani normali non sono così deficienti ed eventualmente quelle cose le lascino chiarire e fare alle forze dell’ordine”.
Quindi i genitori di Eraclea Mare, per fare un atto eclatante e con risonanze pubbliche molto efficaci, hanno mandato in galera il figlio. Sarà vero amore o sarà qualcos’altro?
Non perdo neanche un momento per dire che i genitori sono genitori: sia quando è ora di difendere e salvare il figlio, sia quando è ora di denunciarlo e di aiutarlo a confessare gli sbagli. Parlerei quindi di genitori che sanno fare bene il loro mestiere. Più che eroi, direi onesti, seri, capaci di scelte adeguate.
Permettetemi, però, di lanciare un appello agli uomini della giustizia. Torno su un mio pallino e, in questo caso, ci torno ancora più convinto e quasi sicuro di aver ragione. Potrebbe essere possibile al diciottenne di Eraclea Mare scontare la pena non in una galera ma in una struttura alternativa al carcere, riconosciuta e approvata dal ministero della Giustizia, e nel contempo continuare gli studi o apprendere meglio una professione?
Io mi offro, come ho fatto altre volte ad accoglierlo nelle mie comunità. Se questo avvenisse, sarebbe la ricompensa migliore che la nostra società potrebbe offrire ai due genitori del diciottenne e un incentivo affinché la stessa cosa possa avvenire anche per altri casi.

Don Antonio Mazzi