ADOLESCENTI IN SCENA: CHE MERAVIGLIA!

14/04/2026


Che meraviglia, le ragazze e i ragazzi quando hanno la possibilità di esprimersi. Quando i grandi danno loro la passibilità, lasciano nelle loro mani le occasioni, gli spiragli per sussurrare, urlare, buttare fuori la rabbia oppure l’entusiasmo.
Leggete con calma questi frammenti di testi scritti da adolescenti, piccoli uomini e piccole donne di 13, 15, 17 anni. Leggete senza distrazioni, pesando le parole: sono pensieri, sono sassi, sono fiori, sono dirette a voi, sono dirette a noi:

“E scrivo lettere per te con l’inchiostro fatto di paure,
se tornerai ti stringerò più forte
qui siamo tutti figli persi con sogni nel cassetto,
ma io li tengo stretti al petto come fossero i tuoi abbracci, baci, sentimento.
E senti le urla che esplodono dentro me come voci morte sotto un tetto,
come bombe che cadono nel petto.”

“La violenza è un'ombra, che segue ogni passo
Un'eredità di dolore, (che si tramanda) di generazione in generazione
Le donne lottano, per trovare la loro voce
Per dire no, per dire basta, per dire è abbastanza”

“Un desiderio di cambiamento diventerà realtà
Se ne parliamo adesso potremo fare una rivolta”

Fanno parte di un musical urbano diffuso che i ragazzi di SpazioTre, Centro Diurno educativo integrato di Fondazione Exodus don Antonio Mazzi e Consorzio EXIT, metteranno in scena davanti alla Stazione ferroviaria di Monza giovedì 16 aprile (dalle h 14 alle 18).

Sono le parole di Amelijia, Claudia, Emily, Gabriel, Iago, Joshua, Martina, Sabrina, Salvatore, Sara, Simone, Sindi, Tamara, Yeva, Zoe: 15 adolescenti che raccontano con il loro linguaggio diretto, senza mezze misure e senza risparmiarsi, temi “grandi” come la non violenza e ti spiazzano e ti meravigliano.

L’idea degli educatori di SpazioTre, Gabriele Caporali, Simone Giovanetti e Silvia Santin, della vocal coach Fiorella Bisogno, di 4cmp Academy, e della regista Silvia Briozzo era di valorizzare il loro protagonismo. Hanno costruito con loro una performance unica, intrecciando le storie individuali in una storia collettiva con musica, teatro, movimento, spoken word e poesia.

Il nostro compito non è cambiare i ragazzi, plasmarli secondo un modello che abbiamo in testa noi. Il nostro compito è aiutarli a diventare ciò che sono già, in potenza. Far crescere la bellezza che è già dentro di loro, anche se coperta da tanta confusione, da tanto dolore, da tanta rabbia. Il brutto anatroccolo non deve smettere di essere sé stesso. Deve solo trovare l'acqua giusta in cui riconoscersi, specchiarsi e dire: "Ah, ecco chi sono davvero!".

Così, grazie anche al Comune di Monza e Ferrovie dello Stato, gli adolescenti di SpazioTre ci diranno chi sono, trasformando lo spazio urbano in una scena aperta e partecipata.

Franco Taverna, Vicepresidente Fondazione Exodus Don Antonio Mazzi Ets - Resp. Area Adolescenza e Povertà Educativa