08/07/2026
Oggi ai nostri adolescenti mancano adulti “veri”, amicizia, speranza nel futuro… Sembra poco? No, è tutto quello che serve per diventare grandi.
Proviamo a declinare meglio i tre aspetti. Partiamo dagli adulti: cosa c’è che non va in quelli dei nostri giorni?
Non abbiamo più adulti. Siamo diventati solo vecchi, non adulti, forse perché abbiamo dimenticato come si fa a diventarlo. L’adulto è colui che sa rendere testimonianza in ogni tempo, in ogni luogo, in ogni situazione, quando le cose vanno bene e anche quando vanno male. Oggi invece non abbiamo adulti “veri”. Soprattutto non abbiamo genitori capaci di interpretare e di vivere le difficoltà.
Tantissimi contatti, pochi amici
Veniamo al
secondo punto, l’amicizia. Oggi che tutti
i giovani hanno migliaia di contatti sui social con tantissimi “amici”, magari si incontrano, si frequentano ma hanno smarrito il significato vero di amicizia, di gioco insieme. Durante l’adolescenza si sogna insieme. E si sogna insieme perché ci si sente amici. Oggi non succede più,
chiediamoci perché…
E tornando ai genitori, mi limito a dire due cose, che siano
due suggerimenti per le madri e i padri di questi giorni.
Il primo è il dovere di testimoniare. Testimoniare vuol dire non fermarsi alla superficie, ricordarsi che esiste una vita interiore. Certo, anche questa è una parola che va chiarita, troppo spesso usiamo parole come chiacchere. Le parole che contano sono frutto della verità. Testimoniare
vuol dire rendere concreto quello che si dice, vuol dire incarnare le parole dopo averle dette, cioè essere esempi importanti per i nostri ragazzi.
Il secondo è aiutare gli adolescenti a volersi bene. Oggi non si vogliono bene e non perché siano cattivi. Non si vogliono bene perché sono tristi, è scomparso il sorriso dai loro volti. Qualcuno dice che, dopo la pandemia, sia aumentata l’incertezza del futuro. È vero, ma non basta a spiegare questa situazione di disorientamento generale.
L’incertezza nel futuro c’è sempre stata, ma una cosa è vedere il futuro con speranza oppure vederlo con disperazione.
Noi adulti dobbiamo tornare a dire ai giovani che qualcosa di bene verrà, che vale la pena scommettere sul futuro, che la speranza è tutto.
Certo, per dirlo, ci vorrebbero degli adulti. Che però, non essendo cresciuti, non sono in grado di dirlo.
Torniamo a testimoniare ai nostri adolescenti la bellezza del sorriso che è segno di speranza.
Che cos’è essere adulti
Sapete che a me piacciono molto i decaloghi. Oggi ve ne regalo uno,
il “Decalogo Straordinario”
che vorrei che i genitori leggessero e commentassero con i propri figli, basterebbe un punto al giorno.
- Nell’alfabeto della vita, le parole amore, dolore, speranza, mistero, devono far parte del quotidiano.
- La vera tristezza non è quando la sera non sei atteso da nessuno al tuo rientro a casa, ma quando spegni la luce perché non attendi più niente dalla vita.
- Abbiamo tutti nel nostro passato una soffitta vera o virtuale: disordinata, tenera, spaventata, rischiosa. Torna di tanto in tanto a rovistarla.
- Devi smentire il detto per il quale sarebbero più numerosi gli uomini che alzano i muri, rispetto a quelli che costruiscono ponti.
- Un uomo saggio non mette mai fretta alla storia, ma l’accetta intera.
- Diventerai grande il giorno che saprai trovare la verità e la felicità anche dentro le solitudini, le tragedie e le commedie dei tuoi vicini.
- Tutte le battaglie della vita servono ad insegnarci qualcosa: soprattutto quelle che perdiamo.
- Lo stolto cerca la felicità lontano, il saggio la trova guardandosi attorno.
- Ad una persona felice basta un sacco a pelo, ad una infelice non basta nemmeno un maniero.
- Il bello del futuro è che un evento triste, difficile, complesso può accadere anche domani e per te deve essere, solo e sempre, “un pezzo di vita” straordinario.
Don Antonio Mazzi – n 27/2026