Questa mattina, lunedì 2 novembre alle ore 11:00, nel giorno della Commemorazione dei defunti, si è tenuta la tradizionale cerimonia per l’iscrizione di 14 personalità illustri nel Famedio di Milano, il tempio laico del Cimitero Monumentale dedicato alla memoria dei cittadini più illustri e benemeriti della storia milanese e italiana.
Don Antonio Mazzi figura tra le 14 eccellenze del mondo della cultura, dello sport, del sociale e delle istituzioni selezionate nel 2026 dalla Commissione del Comune.

“L'iscrizione al Famedio - recita la motivazione ufficiale del conferimento - rende omaggio a un uomo che ha saputo restituire dignità e speranza a migliaia di persone, lasciando una testimonianza di prossimità, solidarietà e fiducia nell'uomo”.
La cerimonia si è svolta alla presenza del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, della Presidente del Consiglio comunale, Elena Buscemi, dell’assessora ai Servizi civici, Gaia Romani, e dell’assessore alla Cultura, Tommaso Sacchi.
L'inserimento nel pantheon cittadino rappresenta il più alto riconoscimento della città di Milano per la straordinaria opera sociale, educativa e di recupero svolta dal sacerdote attraverso la Fondazione Exodus a favore dei giovani e delle fasce più fragili.
Insieme a Don Antonio Mazzi, l’elenco dei nuovi benemeriti iscritti comprende importanti personalità della storia e della cultura italiana, tra cui l'editrice Rosellina Archinto, il sacerdote e partigiano monsignor Giovanni Barbareschi, l'ex capitano del Milan Franco Baresi, l'esponente politico Gianni Cervetti, l'urbanista Giancarlo Consonni e il fotografo Giovanni Gastel.
Completano la lista l'editore Ulrico Carlo Hoepli, la filantropa Laura Hoesch, Gioia Marchi Falck, la filosofa Luisa Muraro, il giornalista sportivo Bruno Pizzul, la cantante Ornella Vanoni e la giornalista Vera Vigevani Jarach.
L'iscrizione al Famedio suggella il legame indissolubile tra Don Mazzi e la città di Milano, riconoscendo il valore storico e sociale di una vita interamente dedita al riscatto civile e alla solidarietà

Rossana Serafino