A me piacciono più i santi che fanno pochi miracoli degli altri. E don Bosco mi piace perché, per quanto ne so io, è stato più il santo del cortile che quello dei morti “risuscitati”.
Faccio addirittura fatica a chiamarlo “San”, mi viene meglio “don”. In questi giorni, il 31 Gennaio si festeggia san Giovanni Bosco, lo ricordiamo in modo particolare. Il suo popolo non lo trovavi in chiesa, ma negli oratori e nei Centri professionali.
Lo ricordiamo poco, in questo senso, eppure l’altra cosa per cui mi è molto simpatico è proprio perché è lui l’inventore della formazione professionale. Cortile e laboratori, i luoghi che anche oggi dovrebbero essere più in evidenza. Invece i fatti quotidiani rilevano ben altri luoghi.
Quindi, in questi giorni, dovremmo soprattutto noi educatori parlare meno di piazze e gruppi di quartieri, più dei modi di vivere dei giovani nel quotidiano. Mi chiedo cosa direbbe don Bosco ai giovani di oggi. Di non aver paura, di sognare in grande, di cercare la felicità autentica, li esorterebbe a costruire la vita su solide basi di fede, amore e servizio agli altri e a non lasciarsi ingannare dalle illusioni del mondo, ma a essere onesti e responsabili, perché il bene paga sempre, anche se il mondo sembra premiare il contrario.
Don Antonio Mazzi – Famiglia Cristiana n.5/2026