Cari giovani,
dovete ficcarvi in testa che se andiamo avanti così, saremo perduti.
Avanti così significa credere più alla guerra che alla pace, significa ingurgitare in modo cretino tutto quello che questa società della prepotenza ci propina. Liberatevi dai trabocchetti che noi, figli del consumismo, vi abbiamo preparato, incapaci ormai di battere le strade impervie del pacifismo e della mitezza.
Cristo è venuto al mondo per raccontarci la parabola della mitezza, per cambiare la teoria dell’occhio per occhio con il Padre Nostro.
Nacque in un paesino insignificante, tra pastori emarginati, in una grotta da sfrattato. Visse trent’anni nel silenzio, per tre predicò la verità più scottante, la sintetizzò nelle “Beatitudini”.
Ai Dodici che si aspettavano di marciare su Gerusalemme rispose morendo nudo sulla croce, facendosi deridere dai soldati. Dopo tre giorni, risuscitò svergognando le milizie romane. Nessuno se ne accorse, nemmeno i suoi discepoli. Tutti erano convinti che la morte avesse chiuso l’ingenuo cammino di pace proposto dal profeta Gesù.
Le “beatitudini” solo predicate
Giovani, la pace anche oggi è travisata, camuffata, manipolata, depistata, derisa, scimmiottata… Troppe malecopie e fotocopie della pace girano per le strade. Il prototipo è ancora là, ripiegato tra le bende dimenticate del sepolcro.
È molto più logico credere all’esercito romano, che alla Maddalena. Quel mattino, un giovane apostolo e un vecchio apostolo corsero, increduli, a curiosare nel sepolcro. Il vecchio arrivò più tardi. Noi, profeti invecchiati, siamo più inclini alle logiche della morte che a quelle della risurrezione. La mitezza l’abbiamo piano piano sepolta dentro montagne di regole, precetti, giustificazioni, norme, tradizioni, abitudini. Le otto “Beatitudini della Montagna” le predichiamo. Anche troppo e ci fermiamo lì.
Oggi, restate voi, giovani. Voi dovete correre, correre, prima del sorgere del sole e prima delle prediche del parroco. Cercate, vi prego, tra le pieghe delle bende. Dovete trovare: il fuoco, la fede, il dolore, la gioia, la preghiera, la mitezza, la purezza, la misericordia, la pace. Solo se aprirete le bende, si scatenerà la voglia di non violenza. Non abbiate paura! Saranno i miti a possedere la Terra…
Non lasciatevi incantare dalle armi non convenzionali, dai corpi speciali, dalle amicizie tra i popoli fondate sulla guerra. Chi ha fatto la guerra ha sempre perso! Scalate i sentieri della pace, tuffatevi tra i poveri del mondo, date spazio in voi all’universo. Abbiate l’udito così ammaestrato da sentire la voce del Padre, tra il frastuono delle dirette, dei telegiornali, dei servizi speciali.
Acquisterete una visione profondamente diversa dall’attuale modo di presentare la storia contemporanea. I vostri sogni quotidiani dovrebbero mettervi di traverso nel mondo, per fermare le ingiustizie e le violenze con la stessa foga con la quale abbraccereste Dio se tornasse su questa Terra. Bisogna scegliere e realizzare insieme un radicale cambiamento delle priorità che orientano e guidano le nostre società.
Cari giovani, non abbiate paura!
don Antonio Mazzi - n°14/26 Oggi