PER L’EDUCATORE C’È SEMPRE UNA SPERANZA

17/03/2026


Mi piace raccontarvi questa parabola: “Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarci frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l’avvenire; se no, lo taglierai”.

Signore ci sono sempre, da qualche parte “alberi” che non danno frutti. Non fare frutti è il vezzo preferito da tanti. Fare foglie è meno impegnativo. Fai sempre la tua bella figura. Fai scena. Anzi, molte volte sono più belle le piante senza frutti e con tante foglie, che le piante con tanti frutti e poche foglie. Ho visto delle piante non reggere, rompersi, per troppi frutti. Per troppe foglie, mai.

Ma chi è quel “tale”, Signore, che va nella vigna per cogliere dei fichi sull’albero e, non avendone trovati, ordina di far tagliare la pianta? Perché il padrone, lo chiami “un tale”? Di solito, da noi, i padroni hanno nomi e cognomi roboanti. Anche tu qualche riga dopo, quando fai parlare il contadino, gli fai dire: “Padrone, lascialo ancora quest’anno”.

Per gli educatori c’è sempre una speranza.

don Antonio Mazzi – su Famiglia Cristiana 10/2026