Spero nell’uomo dai grossi scarponi che con passo libero annuncia la pace, incurante delle tempeste dei potenti.
Spero nell’uomo che si inerpica sugli stretti sentieri della povertà, scrutando orizzonti infiniti, insieme con la gente semplice.
Non spero nell’uomo dalla giacca a doppio petto adoratore di se stesso.
Spero invece, anzi credo, nell’uomo sempre presente dove si crea vita e si costruisce libertà, e che si sporca le mani in opere di giustizia, caparbio nello sperare contro ogni speranza.
Dispero negli uomini dagli occhiali da sole, giorno e notte, con la bocca piena di proclami e di parole biscotte.
Spero nell’uomo dalla schiena bruciata dal sole, fedele al gruppo, e radicato nelle tradizioni, leale nel condividere gli stessi ideali, capace di amicizie vere.
Spero nei giovani che sudano sotto il carico dello zaino, svuotato dalle cose superficiali e ripieno dei problemi più vari dell’umanità, nuovi samaritani che passano dall’Ucraina all’Africa, dal quartiere dimenticato all’oratorio polivalente.
Finisco con Gibran, il quale dice che mentre noi tuoniamo e ci spariamo a vicenda, la speranza con la sua arpa risuona e implora di ascoltare i suoi ritmi e i suoi canti.
Spero nell’Uomo.
don Antonio Mazzi – FAMIGLIA CRISTIANA